PROGRAMMA 

Il 26 maggio ci attende una sfida molto importante e soprattutto attesa dalla città, attanagliata da problemi che, negli ultimi cinque anni, non solo non hanno trovato soluzione, ma hanno reso Perugia una realtà più chiusa e ripiegata su se stessa.

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Il 26 maggio ci attende una sfida molto importante e soprattutto attesa dalla città, attanagliata da problemi che, negli ultimi cinque anni, non solo non hanno trovato soluzione, ma hanno reso Perugia una realtà più chiusa e ripiegata su se stessa. La conversione alla destra, avvenuta con la precedente consultazione, ha innescato un meccanismo che con il passare del tempo si è rivelato fatale per il capoluogo umbro. A quel dinamismo e a quella vivacità che hanno reso Perugia un bacino di confronto e un punto di riferimento nazionale e internazionale, si sono sostituiti sentimenti di paura e diffidenza, frutto di una politica che alimenta rabbia e rancore senza proporre una visione a lungo raggio.

 

Perugia ha smesso di dialogare con l’Europa e il mondo e lo ha fatto anche con il suo territorio. Tra il centro e la periferia si è creato uno strappo profondo, dovuto alla mancanza di ascolto dei cittadini e dei loro reali bisogni. Si è perso il contatto con i quartieri e le frazioni, dove ancora oggi i servizi pubblici sono insufficienti rispetto alle necessità della popolazione. Il centro storico, completamente svuotato di contenuti, ha perso uno dopo l’altro i suoi punti cardinali: residenti e attività economiche. In questo contesto di incertezza e assenza di progetti lungimiranti, è maturato un senso di insicurezza generale e diffuso, che ha trovato terreno fertile nell'instabilità lavorativa, nella carenza di servizi e nel degrado.

 

Siamo convinti che una città possa considerarsi sicura solo se si contrasta lo spopolamento, se si incentivano i luoghi di socialità e aggregazione, se si riempiono di luce le zone d’ombra, se si incoraggia la ripresa del commercio.

 

Una città sana e vivace è il miglior antidoto all'insicurezza. Occorre costruire una città più inclusiva e vivibile, pretendendo sempre il rispetto delle regole fondamentali di convivenza. Per queste ragioni presentiamo un Progetto di Sinistra che vuole rendere Perugia una città aperta, coraggiosa e fiduciosa nel futuro, una città europea, “laboratorio” di sperimentazioni. Immaginiamo Perugia come una grande comunità, legata ai valori della sua storia e dove i servizi pubblici sono a misura delle persone.

 

Il protagonismo della cittadinanza, di cui spesso si parla, deve riempirsi di sostanza e non restare un concetto astratto. Siamo convinti che garantire la partecipazione dei cittadini alla gestione della città sia assolutamente indispensabile. In passato erano le circoscrizioni a raccogliere le istanze della gente, oggi quel modello è superato e serve un rinnovato spazio di confronto, che dia voce e potere di scelta a quanti vivono nei quartieri, nelle frazioni e in centro storico. In questo senso, un contributo determinante potrebbe arrivare da associazioni, comitati e proloco, già in prima linea in varie zone di Perugia per salvaguardare gli interessi di residenti e lavoratori. Occorre un filo sempre più diretto, resistente e calibrato su esigenze pratiche, tra la popolazione e l’amministrazione. Perché la partecipazione sia autentica e, soprattutto, utile al funzionamento e al buon governo della nostra città.

 

Veniamo al concreto e analizziamo di seguito i punti fondamentali sui quali lavorare per UN'ALTRA PERUGIA.

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Maggio 2019. 

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