SERVIZI ALLA PERSONA

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E’ fondamentale incrementare o potenziare le struttura assistenziali del territori, sia per ciò che concerne il centro storico di Perugia che per i quartieri periferici. In particolare le persone anziane lamentano difficoltà nell'accesso ai servizi e, a volte, carenze quantitative e qualitative nell'offerta assistenziale.

 

Occorre ripristinare una capillarità dei servizi presso i Centri di Salute, strutture di più facile accesso soprattutto per le persone anziane, strategia assistenziale abbandonata nel tempo prevalentemente a causa della carenza di personale. Importante ridurre le distanze per effettuare le prestazioni diagnostiche che inducono i cittadini a rinunciare alle visite e ai controlli. Si eviterebbe, inoltre, il concentrarsi dell'utenza in certe strutture e permetterebbe di far sentire gli operatori più vicini alle persone. Potenziare la comunicazione informatica tra le strutture assistenziali.

 

Sarebbe opportuno offrire spazi alle Associazioni dei pazienti presso le strutture sanitarie territoriali per favorire il contatto tra Persone affette dalla stessa patologia e farsi portavoce dei loro bisogni, consentendo una condivisione di obiettivi con gli Operatori.

 

Nei quartieri occorre definire luoghi dove distribuire informazioni di vario genere utili ai cittadini che non sanno come spostarsi per effettuare visite mediche e metterli in contatto con le associazioni. Ridare un senso di appartenenza al proprio territorio attraverso punti di riferimento fisici e non virtuali, rendendo i cittadini più responsabili anche condividendo impegni e problemi.

 

È necessario incentivare i centri di salute esistenti nella città, realizzando una Casa della Salute presso il nuovo quartiere di Monteluce. Occorre un potenziamento ed una riqualificazione dei servizi consultoriali e dei centri per la salute mentale, attraverso una congrua integrazione degli organici medici e infermieristici ed un aggiornamento delle strumentazioni diagnostiche.

 

Mancano posti letto nelle RSA e nelle Residenze protette della città per accogliere persone anziane con malattie croniche e disabilità, non gestibili al proprio domicilio, compresi coloro che sono dimessi dagli ospedali per acuti.

Si richiede il superamento del CUP unico regionale, che costringe i cittadini a recarsi in sedi lontane per accedere alle prestazioni diagnostiche.

 

Il Sindaco rappresenta la massima autorità sanitaria della città, per cui deve pretendere dalla gestione dell’ASL territoriale e dell’Azienda Ospedaliera la massima qualificazione dei servizi e degli operatori, un’offerta assistenziale adeguata alle esigenze ed ai bisogni dei cittadini, superando finalmente il problema delle liste d’attesa e perseguendo la logica della massima appropriatezza nell'organizzazione dei servizi e nella prescrizione delle prestazioni.

 

L’Ospedale Silvestrini, che oltre ad essere il polo regionale di alta specializzazione, è anche l’ospedale dei perugini, necessita di un potenziamento e riqualificazione complessiva dei servizi e degli organici, in accordo con l'Università degli Studi di Perugia.

 

Per ciò che concerne l’ambito del Sociale, è prioritario riattivare l’organizzazione dei servizi destrutturata negli ultimi anni e penalizzata da una riduzione consistente delle risorse ad opera del governo di Centrodestra. È opportuno avviare una discussione sulla opportunità di attivare un sistema di welfare di quartiere che faccia affidamento su cittadini volontari residenti, disponibili ad assistere a domicilio quotidianamente persone bisognose o in difficoltà.

 

Il Comune deve assegnare spazi di sua proprietà alle numerose Associazioni che svolgono attività di volontariato in ambito sociale.

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Maggio 2019. 

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